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COVID e niente informativa

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Ecco cosa mi è stato chiesto poco fa…volevo condividere con Lei un  fatto che mi è accaduto sabato sera.
Mi sono recato in un pub per acquistare dei panini da asporto, e la titolare ha voluto il mio nome, cognome ed il numero di telefono, ed ho notato che lo faceva anche per chi sedeva ai tavoli.
A questa proposito ho chiesto se gentilmente mi poteva far leggere l’informativa, ma non ne  era in possesso, mi è stato comunicato che tale raccolta di dati era necessaria per l’emergenza Covid, e la procedura è stata indicata dal  loro Medico Competente.
Ora Le chiede se è possibile per gli esercizi pubblici in questa emergenza covid, di procedere alla raccolta di dati personali senza richiedere il consenso e soprattutto senza aver adempiuto al nuovo Regolamento UE.
Questa è stata la mia risposta:
E’ capitata la medesima cosa anche a me.
Come al solito l’intento magari è corretto ma l’applicazione è errata
Il motivo per cui vengono richiesti nome, cognome e numero di telefono è legato allo stesso concetto dell’App IMMUNI, ossia l’eventuale tracciamento ex post di dove sia passata una persona contagiata
Peccato però che tutto questo non esime da almeno tre cose basilari:
  1. La richiesta del consenso, in quanto da quello che mi risulta non dovrebbe essere obbligatorio riempire il modulo
  2. L’affissione in bella vista all’ingresso del locale, prima che le persone possano avvicinarsi, di una bella informativa completa di tutto, le motivazioni sono quelle del decreto legge, come vengono trattati i dati (dopo il prelievo del foglio dal tavolo x esempio), come vengono conservati [dovrebbero essere quanto meno custoditi chiusi a chiave e solamente magari il titolare dovrebbe poter avere acesso a questi dati], anche perché dopo 14 giorni vanno distrutti, e quindi devono essere, a mio parere, semplicemente tenuti in cartelline giorno per giorno ed allo scadere dei 14 giorni si distruggono.
  3. tutto il contenuto normale dell’informativa, ossia indicazione del titolare, del responsabile (se esiste), i diritti dell’interessato, come esercitarli,  base giuridica del trattamento [lo abbiamo detto], ecc. ecc., e quanto meno fornire una busta chiudibile così i commensali, dopo avere riempito il questionario, restituiscono al cameriere un qualcosa che questi non può leggere, in quanto, tra l’altro, non autorizzato se non altrimenti specificato, ai sensi del GDPR. Tutte le buste dal proprietario o a persona individuata per iscritto, che a fine serata vengono inserite negli appositi contenitori chiusi a chiave.
Direi che per rispettare una norma ne sono state violate almeno un paio…..